|
LO
STRABISMO
Lo
strabismo è un’anomalia della visione binoculare,consistente in
una deviazione degli occhi che si manifesta anche in presenza di
stimolo fusionale. Escludendo lo strabismo paretico,esso si può
classificare come concomitante o incomitante a secondo se l’angolo
di deviazione rispetto alla direzione visiva normale,è costante
nelle varie direzioni di sguardo.
STRABISMO
CONCOMITANTE
Sappiamo
bene che, affinché la visione binoculare possa espletarsi, è
necessario che le immagini di un oggetto, fornite dai due occhi,
cadano su punti retinici corrispondenti o comunque all’interno
dell’area fusionale di Panum. Nelle tropie, considerato che questo
non avviene, la conseguenza dovrebbe essere la diplopia,sempre che
la visione binoculare abbia avuto il tempo d’instaurarsi. Nel
bambino proprio in conseguenza al fatto che la visione binoculare
non ha seguito un normale sviluppo, intervengono fenomeni di
soppressione o di corrispondenza retinica anomala.
Per
quanto riguarda l’eziologia possiamo rifarci a fattori :
-
meccanici:
impediscono o rendono difficoltosa una corretta posizione
dell’occhio.
-
rifrattivi
o accomodativi: basati quasi esclusivamente sul rapporto
accomodazione-convergenza in relazione al vizio rifrattivo.
-
ottici
o sensoriali: intervengono quando la formazione delle
immagini nei due occhi è molto diversa (anisometropie,
cataratta, etc.).
A
seconda del senso della deviazione distinguiamo:
-
strabismo
convergente o esotropia
-
strabismo
divergente o exotropia
-
strabismo
verticale o ipertropia (ipotropia)
La
deviazione può essere, inoltre unilaterale nel caso in cui la
deviazione sia a carico di un solo occhio, o alternante nel qual
caso il
bambino fissa prima con un occhio, mentre quello che non fissa è
deviato e viceversa. Nell’alternante quindi, gli occhi fissano a
turno e nel momento in cui uno dei due è deviato la sua visione è
soppressa.
Indagando
monocularmente i due occhi, troviamo solitamente, che entrambi sono
normali.
Nel
caso in cui non ci sia l’alternanza ma la preferenza per un solo
occhio, essendo la visione dell’altro costantemente soppressa, si
produrrà ambliopia.
Hubel
in uno dei suoi tanti esperimenti, cercò di indurre uno strabismo e
conseguentemente un ambliopia in alcuni gattini, tagliando
chirurgicamente il muscolo oculomotore.
Lo
scienziato si meravigliò nello scoprire che i gattini sviluppavano
uno strabismo alternante. Non essendo riuscito a indurre
un’ambliopia, decise di fare delle registrazioni sulle cellule
della corteccia visiva. Le registrazioni, diedero risultati
abbastanza strani e cioè le cellule davano risposte normali, ma da
un solo occhio per volta.
In
questi gattini, la proporzione di cellule binoculari riscontrate era
di circa il 20% contro il normale 85%.
La
domanda da porsi era se le cellule binoculari fossero degenerate o
se fossero incapaci di rispondere, lasciando spazio alle cellule
monoculari. Quest’ultima ipotesi era improbabile in quanto la
densità di cellule in grado di rispondere era quella usuale.
Normalmente
in un gatto, eseguendo una penetrazione negli strati superiori, si
trovano 10-15 cellule dominate dallo stesso occhio in quanto
appartenenti alla stessa colonna di dominanza oculare delle quali 2
o 3 monoculari.
Nel
gattino strabico Hubel trovò la stessa situazione solo che tutte,
tranne 2 o 3, erano monoculari.
Lo
strabismo aveva quindi modificato la relazione tra gli stimoli dei
due occhi.
Se
una cellula binoculare della corteccia è attivata quando
un’immagine colpisce la retina di sinistra e se il campo recettivo
è attraversato da un’immagine luce-buio appropriata, allora la
cellula sarà eccitata anche dall’immagine della retina di destra
per 3 motivi:
-
l’immagine
cade sulla stessa parte di retina sia a destra che a sinistra;
-
una
cellula binoculare ha il suo campo recettivo esattamente nella
stessa posizione sulle retine;
-
le
preferenze di orientamento delle cellule sono simili nei due
occhi.
In
caso di tropia il punto 1 non si verifica; nel gattino il fatto che
i segnali dei due occhi non sono concordanti fa si che con il tempo
la più debole delle due serie di connessioni, s’indebolisca e
sparisca.
Il
difetto quindi non è dovuto alla deprivazione dello stimolo ma alla
alterazione delle relazioni temporali tra stimoli.
Dal
punto di vista clinico, anche se lo strabismo alternante viene
corretto chirurgicamente, di solito il paziente non recupera la
percezione della profondità; questo avviene perché la correzione
chirurgica allinea gli occhi in misura tale che una persona in cui i
meccanismi nervosi funzionano normalmente, possa compensare i pochi
gradi di allineamento mancanti. Purtroppo in un soggetto strabico
questi meccanismi non possono esplicarsi normalmente.
Ornella
Parrinello |