Intro

Quello che si va a presentare è un caso nel quale una donna di 35 anni  che si è  sottoposta ad un intervento di  chirurgia per il cheratocono chiede al professionista, dopo anni di porto di una lac RGP, di poter avere una soluzione ottica facile e versatile e possibilmente una lente a contatto morbida, magari disposable, soluzione a suo parere più idonea alle sue esigenze di vita. Questo case report è interessante perché dimostra che su alcune cornee per così dire “difficili” con topografie così “particolari” si possono trovare soluzioni applicative relativamente “semplici”…

Ovviamente preme sottolineare che non è l’unica soluzione applicativa plausibile in questi casi.

Presentazione del caso.

Il soggetto ha da tempo (diagnosticato a 20 anni) un cheratocono bilaterale che nel 2003 si presentava come segue

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A quel tempo  indossava lenti a contatto gas permeabili da più di 10 anni, delle  tricurve tradizionali,  gli occhiali non gli erano mai piaciuti e lo stadio avanzato del suo cono rendeva il visus alquanto insufficiente, certo non era una persona amava fare controlli periodici sostenendo di vederci  bene, ma da anni le sue lenti a contatto  non erano più idonee a causa dell’evolversi del cono, infatti risultavano “piatte” e spesso le perdeva, ciò nonostante non ha mai voluto migliorare l’applicazione anche se gli era stato proposto e se aveva provato lenti più idonee alle sue cornee in divenire(RGP specifiche per il cono, RGP a geometria inversa) . Anche la trasparenza non era  delle migliori come si può vedere dall’immagine.

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Nel 2009 viene a conoscenza di una tecnica che finalmente gli avrebbe risolto il problema e decide di sottoporsi ad un intervento di M.A.R.K. ossia  Mini Cheratotomia radiale asimmetrica.

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Dopo questo primo intervento i numeri erano i seguenti,  il soggetto presentava una refrazione:-

DX: sf +1.00 cil -5.00 x 180  visus 6/10

SX: sf -3.50 cil -3.00 x 170  visus  8/10—

Ovviamente non volle nemmeno provare a sopportare un paio di occhiali magari approntati ad hoc ma chiese di provare lenti a contatto morbide non volendo più tornare sulle gas permeabili, in attesa di sottoporsi ad un secondo intervento di ritocco che avrebbe migliorato il quadro generale.

Si optò per delle lac toriche a ricambio frequente in Omafilcon A con sistema di stabilizzazione prismatica:-

DX. Rb 8.8 D. 14.4  sf +1.50 cil -3.75 x 175  visus 8/10—

SX.  Rb 8.8 D. 14.4 sf -3.50 cil -2.75 x 170   visus 8/10—

Non perdeva più le lac, e il ricambio frequente era per lui  una valida opzione per il suo stile di vita, certo ci vedeva un po’ meno ma era fiducioso che le cose sarebbero migliorate.

Dopo un anno (2011) si sottopose ad un secondo intervento di M.A.R.K. al fine di migliorare la situazione e regolarizzare ulteriormente il profilo corneale riducendo l’astigmatismo residuo del primo intervento.

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Dopo questo “ritocco” la refrazione  era:-

DX.  Cil -1.50 X 170   visus 6/10

SX.  Sf  -1.25 Cil -0.75 X 60  visus 6/10

Visus oo 8/10—

I suoi parametri corneali profondamente diversi da un tempo:-

2008> DX. 6.14/6.72  SX. 5.91/6.25

2011> DX. 7.49/7.93  SX. 7.03/7.44

Arriviamo così al presente…

Oggi il nostro soggetto indossa ancora le lenti a contatto e di tanto in tanto anche gli occhiali non gli dispiacciono

Il quadro refrattivo e i parametri corneali hanno consentito di applicare delle lenti a contatto a ricambio frequente questa volta in silicone hydrogel  (senofilcon A) per garantire il miglior flusso di ossigeno ad una cornea oggettivamente molto “traumatizzata” , si è optato per un sistema di stabilizzazione dinamico (ASD) che performa molto bene, anche il sistema prismatico delle sue lenti di transito aveva dato ottimi risultati, i parametri delle lenti usate oggi sono:-

DX.  Rb 8.6  D. 14.5  Cil. -1.75 X170  visus 8/10 – –

SX. Rb. 8.6  D. 14.5 Sf. -1.25 Cil. -0.75 X 60  visus 8/10 – –

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Discussione/conclusioni

 In conclusione si può dire che la lac torica in silicone hydrogel con un sistema di stabilizzazione avanzato  ha garantito su una cornea “DIFFICILE” che presentava cheratocono 3°/4° stadio successivamente trattata, in due diversi momenti, con tecnica M.A.R.K. :-

-Ottimo centraggio

-Perfetta dinamica

-Perfetto allineamento (rotazione assente)

-Massimo rispetto della fisiologia corneale

-Buon  Visus (8/10–)

In più si può affermare che in questo caso il lavoro dell’applicatore ha tenuto in buon conto le richieste e i desideri del paziente/cliente che aveva deciso di intraprendere una strada nella quale credeva e che andava rispettata, e anche grazie ad un buon approccio che, in questo caso, non ha tenuto conto solo degli estremi tecnicismi applicativi  ma anche dell’aspetto emotivo, che oggi abbiamo un soggetto  soddisfatto che ci vede come gli piace con una soluzione applicativa relativamente  “semplice”.

 

Abstract

Caso nel quale un soggetto che presentava cheratocono bilaterale compensato con lac RGP dopo un duplice intervento di  Mini Cheratotomia radiale asimmetrica (M.A.R.K.) chiede se possibile di tornare ad indossare gli occhiali e soprattutto lenti a contatto disposable per andare più incontro alle proprie esigenze di vita.

Il caso è stato affrontato in due momenti distinti poiché dopo il primo intervento effettuato nel 2009 i risultati topografici non ottimali sono stati rivisti e migliorati nel 2011 con un secondo intervento (“ritocco”), di conseguenza anche l’applicazione delle lenti a contatto è stata diversa per essere adattata ai due diversi aspetti refrattivi e topografici. Nella prima fase applicativa la scelta è ricaduta su di una lac in omafilcon A con sistema di stabilizzazione prismatico, nella seconda ed ultima fase si è optato per una lac in silicone-hydrogel con sistema di stabilizzazione dinamica di ultima generazione, favoriti anche da una topografia e da una refrazione più favorevole che nella prima fase.

Il soggetto che prima non indossava mai gli occhiali dopo l’intervento in due tempi è riuscito ad approdare anche ad una soluzione ottica saltuaria con gli occhiali sufficientemente soddisfacente e indossa per la maggior parte del tempo lenti a contatto morbide toriche che grazie a geometrie e materiali moderni danno una buona performance e l’ottimale  rispetto della fisiologia oculare.