Anomalie binoculari

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LO STRABISMO

Lo strabismo è un’anomalia della visione binoculare,consistente in una deviazione degli occhi che si manifesta anche in presenza di stimolo fusionale. Escludendo lo strabismo paretico,esso si può classificare come concomitante o incomitante a secondo se l’angolo di deviazione rispetto alla direzione visiva normale,è costante nelle varie direzioni di sguardo.

STRABISMO CONCOMITANTE

Sappiamo bene che, affinché la visione binoculare possa espletarsi, è necessario che le immagini di un oggetto, fornite dai due occhi, cadano su punti retinici corrispondenti o comunque all’interno dell’area fusionale di Panum. Nelle tropie, considerato che questo non avviene, la conseguenza dovrebbe essere la diplopia,sempre che la visione binoculare abbia avuto il tempo d’instaurarsi. Nel bambino proprio in conseguenza al fatto che la visione binoculare non ha seguito un normale sviluppo, intervengono fenomeni di soppressione o di corrispondenza retinica anomala.
Per quanto riguarda l’eziologia possiamo rifarci a fattori :

  1. meccanici: impediscono o rendono difficoltosa una corretta posizione dell’occhio.
  2. rifrattivi o accomodativi: basati quasi esclusivamente sul rapporto accomodazione-convergenza in relazione al vizio rifrattivo.
  3. ottici o sensoriali: intervengono quando la formazione delle immagini nei due occhi è molto diversa (anisometropie, cataratta, etc.).

A seconda del senso della deviazione distinguiamo:

  • strabismo convergente o esotropia
  • strabismo divergente o exotropia
  • strabismo verticale o ipertropia (ipotropia)

La deviazione può essere, inoltre unilaterale nel caso in cui la deviazione sia a carico di un solo occhio, o alternante nel qual caso il bambino fissa prima con un occhio, mentre quello che non fissa è deviato e viceversa. Nell’alternante quindi, gli occhi fissano a turno e nel momento in cui uno dei due è deviato la sua visione è soppressa.
Indagando monocularmente i due occhi, troviamo solitamente, che entrambi sono normali.
Nel caso in cui non ci sia l’alternanza ma la preferenza per un solo occhio, essendo la visione dell’altro costantemente soppressa, si produrrà ambliopia.
Hubel in uno dei suoi tanti esperimenti, cercò di indurre uno strabismo e conseguentemente un ambliopia in alcuni gattini, tagliando chirurgicamente il muscolo oculomotore.
Lo scienziato si meravigliò nello scoprire che i gattini sviluppavano uno strabismo alternante. Non essendo riuscito a indurre un’ambliopia, decise di fare delle registrazioni sulle cellule della corteccia visiva. Le registrazioni, diedero risultati abbastanza strani e cioè le cellule davano risposte normali, ma da un solo occhio per volta.
In questi gattini, la proporzione di cellule binoculari riscontrate era di circa il 20% contro il normale 85%.
La domanda da porsi era se le cellule binoculari fossero degenerate o se fossero incapaci di rispondere, lasciando spazio alle cellule monoculari. Quest’ultima ipotesi era improbabile in quanto la densità di cellule in grado di rispondere era quella usuale.
Normalmente in un gatto, eseguendo una penetrazione negli strati superiori, si trovano 10-15 cellule dominate dallo stesso occhio in quanto appartenenti alla stessa colonna di dominanza oculare delle quali 2 o 3 monoculari.
Nel gattino strabico Hubel trovò la stessa situazione solo che tutte, tranne 2 o 3, erano monoculari.
Lo strabismo aveva quindi modificato la relazione tra gli stimoli dei due occhi.
Se una cellula binoculare della corteccia è attivata quando un’immagine colpisce la retina di sinistra e se il campo recettivo è attraversato da un’immagine luce-buio appropriata, allora la cellula sarà eccitata anche dall’immagine della retina di destra per 3 motivi:

  1. l’immagine cade sulla stessa parte di retina sia a destra che a sinistra;
  2. una cellula binoculare ha il suo campo recettivo esattamente nella stessa posizione sulle retine;
  3. le preferenze di orientamento delle cellule sono simili nei due occhi.

In caso di tropia il punto 1 non si verifica; nel gattino il fatto che i segnali dei due occhi non sono concordanti fa si che con il tempo la più debole delle due serie di connessioni, s’indebolisca e sparisca.
Il difetto quindi non è dovuto alla deprivazione dello stimolo ma alla alterazione delle relazioni temporali tra stimoli.
Dal punto di vista clinico, anche se lo strabismo alternante viene corretto chirurgicamente, di solito il paziente non recupera la percezione della profondità; questo avviene perché la correzione chirurgica allinea gli occhi in misura tale che una persona in cui i meccanismi nervosi funzionano normalmente, possa compensare i pochi gradi di allineamento mancanti. Purtroppo in un soggetto strabico questi meccanismi non possono esplicarsi normalmente.