Lenti a contatto

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Le lenti a contatto hanno una storia molto antica che attraversa i secoli teorizzandosi negli studi di Leonardo e Cartesio, ma la prima vera realizzazione di vetri a contatto con l’occhio fu opera diA.E.Fick e Kalt nel 1888. Naturalmente da allora, fu un susseguirsi di studi sulla struttura corneale, sul suo metabolismo e sulla chimica del film lacrimale per creare lenti a contatto, il cui porto fosse tollerabile e quanto più vicino alle caratteristiche di biocompatibilità.
Oggi esistono svariati tipi di lac che si differenziano per qualità, caratteristiche polimeriche, geometrie ma la più generale e importante classificazione è quella che le divide in MORBIDE e RIGIDE , le quali poi possono essere o no permeabili all’ossigeno.
Le lac rigide in senso stretto sono costruite in PMMA (polimetilmetacrilato) materiale inventato nel 1937 e applicato alle lac da Thony nel 1937.
Il monomero MMA ,conferisce alle lac le caratteristiche di durezza,rigidità e qualità ottica. L’impiego di rigide gas permeabili, oggi, ha decisamente superato le rigide, in quanto sono lac che alle qualità delle rigide, associano la permeabilità all’ossigeno. La prima lente RGP risale al 1968 ed era prodotta in CAB (acetato butirrato di cellulosa). Da allora la chimica dei polimeri si è evoluta nella produzione di copolimeri in silossano, silossano-pmma e in ultimo fluoroacrilati. Le lenti morbide, oggi, sono le lenti più usate al mondo; le più comuni sono le IDROGEL, formate dal copolimero PHEMA-EGDMA. I pregi di queste lenti sono: alta bagnabilità, permeabilità all’ossigeno, confort ottimale.
Queste lac hanno però anche dei difetti: affinità per le proteine e i lipidi del liquido lacrimale e alta flessibilità. Per ridurre questi inconvenienti sono previste lenti ad uso limitato nel tempo: giornaliere, quindicinali, mensili.
La scelta tra lenti morbide e RGP deve essere effettuata a seconda delle caratteristiche qualitative e quantitative del film lacrimale del portatore e dalle esigenze di porto.

  1. INDICAZIONI GENERALI PER I PARAMETRI DI UNA L.A.C.
  2. PROBLEMI APPLICATIVI
  3. L.A.C. PER PRESBIOPIA
  4. PORTO PROLUNGATO