Glaucoma

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Il glaucoma è una patologia di una certa gravità. Se diagnosticata precocemente e curata opportunamente può però essere ben controllata e quindi permettere una vista confortevole per tutto l’arco della vita. Il glaucoma è una malattia caratterizzata dalla progressiva riduzione del visus causata dall’aumento della pressione interna dell’occhio che avviene per accumulo di umore acqueo. L’umore acqueo è un liquido simile all’acqua che viene prodotto nella parte anteriore dell’occhio (vedi sezione anatomia) per dare consistenza al bulbo oculare. Il rapporto tra la quantità di umore acqueo che viene prodotto e quello che esce deve essere tale da mantenere all’interno dell’occhio una pressione costante (il valore medio statistico di una persona di 40 anni deve essere di circa 16 millimetri di mercurio). Qualunque anomalia che provoca una variazione di questo rapporto può determinare un ipertono, cioè un aumento di pressione dell’occhio. L’ipertono in tempi più o meno lunghi provoca una sofferenza delle fibre nervose che convergono nel nervo ottico e quindi una riduzione della capacità visiva che inizialmente interessa in genere le parti periferiche del campo visivo e poi progressivamente le altre.

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glaucoma-paesaggio-visto-da-occhio-sano glaucoma-paesaggio-visto-da-occhio-affetto-da-glaucoma-iniziale glaucoma-paesaggio-visto-da-occhio-affetto-da-glaucoma-avanzato
Paesaggio visto da occhio sano Paesaggio visto da occhio affetto da glaucoma iniziale Paesaggio visto da occhio affetto da glaucoma avanzato

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Tipi di glaucoma

Il glaucoma può essere primario o secondario; è primario quello causato da alterazioni delle zone attraverso le quali l’umore acqueo esce dall’occhio (sistema trabecolare); è secondario quello causato invece da fattori oculari o generali al di fuori del sistema di deflusso dell’umore acqueo.
Esistono decine e decine di forme cliniche di glaucoma. Parleremo di due tipi principali importanti per la salute dell’occhio e per la vista di ognuno di noi:

  1. Il glaucoma cronico ad angolo aperto.
  2. Il glaucoma ad angolo stretto o chiuso.

Il glaucoma insorge prevalentemente dopo i 40 anni ma in rari casi può essere già presente alla nascita: nella grande maggioranza dei casi colpisce ambedue gli occhi.

1. Glaucoma cronico ad angolo aperto

E’ il tipo di glaucoma più frequente; in questo caso l’umore acqueo raggiunge senza ostacoli l’angolo formato da iride e cornea all’interno dell’occhio tuttavia non viene adeguatamente filtrato dal sistema trabecolare di deflusso (cioè non riesce a passare in maniera sufficiente) in quanto quest’ultimo è strutturalmente alterato; la pressione quindi aumenta e ciò si traduce in un danno progressivo al nervo ottico; l’entità del danno e la rapidità con cui esso si instaura dipende dall’entità della pressione oculare, dal tempo in cui essa rimane elevata, dall’età del paziente e da altri fattori.

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glaucoma-cronico-ad-angolo-aperto Nel disegno dell’occhio sono rappresentate le due possibilità:

  • A sinistra l’angolo stretto.
  • A destra l’angolo aperto ed ampio .

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2. Glaucoma ad angolo stretto

E’ un tipo di glaucoma meno frequente del precedente e lo si riscontra più spesso negli anziani e nei pazienti ipermetropi, specie di sesso femminile. In questo caso l’accesso dell’umore acqueo al sistema trabecolare di deflusso è ostacolato dal fatto che l’angolo formato da iride e cornea ha un’ampiezza ridotta rispetto al normale. La particolarità del glaucoma ad angolo stretto è che in determinate condizioni (lettura protratta, emozioni improvvise, permanenza al buio, uso di farmaci locali o generali che dilatano la pupilla) può scatenare un attacco acuto di glaucoma, evento molto grave che può portare ad una notevole compromissione, non reversibile, nella funzione visiva. L’attacco acuto di glaucoma è caratterizzato da un violento dolore in regione orbitaria spesso associato a nausea e notevole abbassamento della vista.

Diagnosi

Il glaucoma è una malattia subdola poiché nella gran parte dei casi il paziente non avverte alcun sintomo se non quando le alterazioni visive sono già molto avanzate. Diventa quindi fondamentale la prevenzione sia sulla popolazione in generale (almeno dopo i 40 anni), sia sulle categorie a rischio per familiarità o presenza di fattori predisponenti. Una normale visita oculistica che comprenda quantomeno la misura della pressione oculare (tonometria) con un apparecchio ad applanazione (od a soffio in casi particolari) può già dare delle importanti indicazioni sulla presenza o meno di un aumento della pressione oculare. Se si sospetta un glaucoma è necessario eseguire alcuni semplici esami, i più importanti dei quali sono: la misura della pressione oculare (tono oculare) la misura della pressione oculare ripetuta varie volte nella stessa giornata (curva tonometrica giornaliera) l’esame computerizzato del campo visivo, che informa in modo dettagliato sullo stato della funzione visiva globale del paziente gonioscopia: osservazione dell’angolo camerulare cioè delle strutture addette al deflusso dell’umor acqueo. Questi esami vanno eseguiti con frequenza che dipende dalla gravità della malattia: nei glaucomi di una certa gravità anche ogni 2-3 mesi; nelle forme lievi basta anche una volta all’anno.

Cura

La cura del glaucoma prevede almeno tre modalità. La prima è la terapia medica che si basa principalmente sull’uso di colliri, la seconda è parachirurgica ed avviene mediante l’uso del laser; la terza è chirurgica e consiste nell’eseguire interventi che mirano a ripristinare un normale deflusso dell’umore acqueo. Quando la terapia medica è sufficiente a ridurre il tono oculare a valori giudicati normali si utilizza questa e la si continua fino a quando la situazione globale dell’occhio rimane sotto controllo; quando la terapia medica non è più sufficiente a compensare il glaucoma si ricorre ad un trattamento laser; quando nemmeno questo è sufficiente si utilizza una procedura chirurgica. Questa è la normale sequenza quando la diagnosi è precoce e il glaucoma si scompensa con il passare del tempo; tuttavia se la diagnosi è tardiva o se il caso è grave si passa direttamente alla seconda o terza fase e in ogni caso le varie modalità di cura vengono integrate come necessario.

1. Terapia medica

I colliri hanno lo scopo di ridurre la quantità globale di umore acqueo all’interno dell’occhio e quindi di ridurre la pressione; ciò avviene o riducendone la produzione o aumentandone il deflusso. La durata dell’azione dei farmaci è limitata nel tempo e quindi è fondamentale stabilire un ritmo individuale di applicazione delle gocce affinché la cura sia efficace. E’ necessario inoltre programmare dei controlli periodici per accertare che i valori di pressione oculare ottenuti in questo modo garantiscano che il glaucoma sia sotto controllo, cioè che il quadro clinico e in particolare il campo visivo non peggiorino. Se le gocce non bastano è possibile ricorrere a farmaci per via generale (compresse per bocca o fiale endovena) per abbassare in misura maggiore la pressione oculare anche se ciò può essere fatto per periodi di tempo limitati; se nemmeno questo funziona occorre utilizzare un trattamento laser o una procedura chirurgica.

2. Laserterapia

Il trattamento laser del glaucoma ha lo scopo di modificare il sistema oculare di deflusso per ottenere che l’umore acqueo esca dall’occhio più facilmente; le procedure ed i tipi di laser sono diverse a seconda del tipo di glaucoma e del suo stadio di evoluzione: Nel glaucoma ad angolo stretto la laserterapia è risolutiva nell’eliminare il rischio di attacco acuto di glaucoma nei casi predisposti; in caso di attacco inoltre è di notevole aiuto superarlo; a tale scopo si usa il cosiddetto Yag laser e si esegue una procedura chiamata iridectomia. Nelle forme croniche ad angolo aperto si può ottenere una riduzione più o meno rilevante della pressione oculare nel 70-80% dei casi; si usa a tale scopo un laser ad Argon e la procedura più comunemente usata è la Argon Laser Trabeculoplastica.
La laserterapia comprende numerose tecniche che hanno in comune la peculiarità di poter essere attuate in modo ambulatoriale, incruento e con una semplice anestesia mediante collirio. Esse sono per lo più indolori.

 

3. Interventi chirurgici

Gli interventi antiglaucomatosi hanno lo scopo di aprire un passaggio nelle pareti dell’occhio per consentire l’uscita dall’occhio dell’umore acqueo in eccesso. Il problema principale della chirurgia antiglaucomatosa, qualunque sia la tecnica utilizzata, è che la filtrazione che si cerca di ottenere può essere ostacolata dai normali fenomeni di cicatrizzazione, quindi talvolta un solo intervento non è sufficiente. Nella gran parte dei casi comunque l’intervento chirurgico è in grado di ridurre in modo soddisfacente la pressione oculare nei casi che non rispondono alle altre forme di terapia. L’intervento più comunemente usato è la trabeculectomia; esistono però numerose altre procedure che vengono utilizzate di volta in volta in funzione al tipo di glaucoma, allo stadio di evoluzione della malattia, all’età del paziente.
Conclusioni
Il glaucoma è una malattia che può essere curata con buoni risultati a condizione che la diagnosi sia precoce poiché la riduzione della vista e i difetti del campo visivo, una volta instaurati non sono reversibili. E’ quindi molto importante sottoporsi a visite periodiche di controllo preventivo anche se non ci sono sintomi.