E’ una tecnica alquanto semplice ma altrettanto efficace.

E’ un’ottima arma, per noi optometristi, per esaminare adolescenti e giovani ipermetropi.
Dopo un’accurata anamnesi, i test preliminari, e la schiascopia, probabilmente ci troveremo di fronte a soggetti con problemi astenopici di entità variabile ma senza alcuna ametropia importante apparente e con un ottimo visus da lontano.
Dietro questi soggetti si nasconde di solito l’ipermetropia non sempre di entità trascurabile e proprio in questi casi ci aiuta lo “sfocamento” ,tecnica soggettiva, che serve per inibire la spiccata accomodazione di questi giovani ametropi asintomatici o quasi.
Chiaramente la tecnica è valida per ogni tipo di ipermetropia.
Entriamo nello specifico:
la tecnica si esegue in monoculare, con un occhio occluso andremo a trovare, nel’altro, il giusto sfocamento che riduce il visus a 2-3/10, di solito si ottiene con lenti positive di potere compreso tra 2 e 2.50 dt.Nel caso in cui la lente per ottenere il giusto sfocamento si discosti molto da questi valori indicativi è già un segno da considerare ai fini della stima dell’ipermetropia presente.
Dopo aver sfocato il soggetto l’esame continua diminuendo il positivo di 0.25 in 0.25, ad ogni diminuzione il soggetto recupererà nitidezza aumentando il visus e riuscendo a leggere le lettere dell’ottotipo più piccole.
La diminuzione del positivo deve essere lenta e bisogna far capire all’esaminato che dovrà cercare di riferirci le lettere non appena le intravede anche se non sono completamente nitide e a fuoco.
Di solito se si dispone di un ottotipo del tipo a “progressione logaritmica” ad ogni 0.25 positivo in meno corrisponde una riga di ottotipo in più, o quasi, negli altri casi può capitare che prima di riuscire a far vedere le righe successive ai 2-3/10 al nostro soggetto si dovrà diminuire il positivo più di una volta.I ogni caso è difficile fare una stima in tal senso poichè la nitidezza che si recupera è direttamente proporzionale al rilascio dell’accomodazione, e quest’ultima come ben sappiamo è molto variabile da soggetto a soggetto ed i tempi e le modalità del rilascio dell’accomodazione sono sempre diversi.
L’esame continua in questo modo fino ad arrivare ai famosi 10/10, se il soggetto è emmetrope si arriverà ai 10/10 senza alcuna lente positiva sul nostro occhialino, nel caso in cui il soggetto è ipermetrope la lente positiva residua che gli consente di vedere i 10/10 rappresenta il valore della sua ipermetropia manifesta.
La procedura andrà eseguita allo stesso modo prima in un occhio e poi nell’altro e se avremo operato correttamente nel test del “duochrome” la preferenza del soggetto sarà leggermente sul rosso o tendente all’uguaglianza, vuol dire che il valore che abbiamo trovato è corretto.
Attenzione all’astigmatismo, va considerato e rilevato in modo da non inficiare lo svolgersi dello “sfocamento”.
La correzione finale che abbiamo ottenuto non sempre viene tollerata da questi soggetti anche se abbiamo operato impeccabilmente, conviene prescriverla per distanza prossimale e progressivamente in base all’abitudine farla diventare permanente.
Sperando di avervi dato l’ennesimo spunto per operare sempre meglio vi auguriamo buon lavoro!