|
Le due
variabili fondamentali per definire una struttura informatica
di questo genere sono i campi e i record.
I campi identificano tutte le unità di informazione utili per
il vostro database. Ad esempio la voce ‘nome’ e la voce
‘cognome’ in un database sono due campi; allo stesso modo ‘via’,
‘ultimo acquisto’ e così via. I campi di un database sono in
altre parole le voci con cui potrete classificare i dati di un
cliente. Attenzione però: le voci dovranno essere il più
dettagliate possibile; le unità di informazione dovranno
insomma essere scisse fin nei minimi particolari. Mettere
insieme ad esempio ‘nome e cognome’ in un unico campo è
sbagliato: meglio creare due voci distinte. Nel database
generalmente i campi sono visualizzati in colonne verticali
che intersecano i record orizzontali.
I record invece non sono altro che i dati di ogni singolo
cliente, divisi per le unità di informazione stabilite
precedentemente attraverso i campi. Quando avrete un nuovo
cliente da inserire nel database, dovrete quindi creare un
nuovo record e andare di conseguenza ad inserire nei campi
relativi, tutte le informazioni correlate. Lucia – Rossi – F –
25 anni – Via – Roma – n. 34 – cap 37100 – Verona… e così via;
l’unione di tutte queste informazioni è un record. Le singole
unità d’informazione relative a questo cliente sono
strutturate dai campi. I record vengono generalmente
visualizzati attraverso righe orizzontali, intersecati dai
campi verticali.
I campi e i record generano delle vere e proprie tabelle che
spesso raggiungono svariate migliaia di righe. In estrema
sintesi l’insieme di queste tabelle è il vostro database.
L’immissione dei dati può essere eseguita direttamente sulla
tabella ma per evitare di incorrere in errori o per evitare di
perdere di vista i campi corrispondenti, molti preferiscono
generare le cosiddette ‘maschere’, interfacce che aiutano
l’utente nell’inserimento attraverso una visualizzazione
semplificata di tutti i campi.
La tabella è arricchita da varie strumentazioni che permettono
un veloce recupero delle informazioni, dal singolo numero di
telefono a qualunque forma di dati aggregati. Le più
importanti sono i ‘filtri’ e le ‘query’. I primi permettono di
effettuare una analisi temporanea finalizzata al reperimento
di dati specifici (voglio sapere quali sono i miei clienti che
vivono nel quartiere con il cap 11111 per effettuare una
mirata azione di mailing), le seconde permettono di generare
nuove tabelle permanenti con i dati selezionati per effettuare
analisi complesse, finalizzate ad esempio allo sviluppo di
grafici, studi aggregati, dati statistici.
La query in altre parole è una finestra che si apre su un
punto particolare del database e che ci permette di veder
scorrere solo i dati che ci interessano.
Le informazioni statistiche che potrete ricavare dal vostro
database sono in grado di darvi una fotografia molto precisa
del vostro business: dalle informazioni relative alla gestione
del magazzino e dell’amministrazione (iI fatturato del
trimestre appena concluso, le giacenze di magazzino a fine
anno, il numero di occhiali multifocali venduti l’anno
scorso…), fino ovviamente a tutti i |
|
Esistono
tante altre tipologie di grafici, ognuna adeguata ad esprimere
un determinato aspetto del vostro business. Per verificare con
mano, è sufficiente aprire una qualunque versione di Excel e
provare.
L’analisi statistica del vostro business deve essere
accompagnata, per lo sviluppo di una azione di marketing, con
l’analisi del database cliente. Ipotizziamo di scoprire che il
9% del nostro fatturato è generato dalla contattologia.
Qualcuno potrebbe giudicarlo un risultato troppo basso e
procedere quindi con l’eliminazione di questi prodotti a basso
margine e ad alto dispendio di energie.
Altri potrebbero invece chiedersi il perché di questo
risultato e procedere quindi con una analisi dettagliata del
dato. L’incrocio fatturato/database clienti porta infatti a
scoprire che questo 9% è generato all’80% da under 25 (in
altre parole avete definito il profilo di una nicchia di
mercato) e che il restante 20% è generato dalla fascia 25-35.
Le conseguenze sul marketing operativo a questo punto sono
facili, quasi meccaniche.
E’ evidente che un’analisi del genere sarà possibile solo se
la gestione del database raggiungerà la massima efficienza,
attraverso una valida e continuativa azione di profilazione
del cliente, un concetto che abbiamo già affrontato e di cui
ribadiamo l’importanza.
Un’altra utile applicazione del database è la cosiddetta
‘stampa unione’. Ipotizziamo che una volta individuata la
nicchia come nell’esempio precedente, vogliate realizzare un
mailing indirizzato a tutti i vostri giovani consumatori per
promuovere la nuova linea per la contattologia creata dal
gruppo d’acquisto a cui fate riferimento (private label).
Scrivete la lettera e con l’aiuto di vostro figlio, provetto
grafico, la impaginate. Ma come scrivere centinaia e centinaia
di indirizzi in maniera rapida e precisa?
Ovviamente dovrete chiedere aiuto al vostro database e in
sinergia con un programma di videoscrittura (Word), fare in
modo che il computer generi automaticamente tutte le lettere
con gli indirizzi che troverà sulla tabella clienti under 35 –
utenti contattologia, pronte per essere stampate. Facile? Sì,
facile ma purtroppo è impossibile spiegarlo qui, in poche
parole e senza il supporto di un computer.
Provate comunque a controllare sulla guida di Word e di Excel.
Cercate la voce ‘stampa unione’ e vedrete che troverete tutte
le indicazioni del caso.
Con un minimo di esercizio e qualche prova, riuscirete a
generare da lettere standard pre-confezionate, lettere
personalizzate, una diversa per ogni cliente. Provate a
pensare quante applicazioni possono seguire da questo utilizzo
del database: lettere ai clienti persi, a target precisi come
nell’esempio, promozioni, lettere per il post-vendita fino a
lettere per gli auguri di buon compleanno!
Per fare tutto questo però non dimenticate una cosa
importante: la privacy. Quando raccogliete dati sui vostri
clienti, dovrete non solo chiedere il permesso ma innescare un
processo di rispetto e fiducia che garantisca la minima
invasività. Gli strumenti per gestire il rispetto della
privacy vengono inquadrati sotto l’etichetta di permission
marketing e prendono corpo in una serie di regole per gestire
la relazione con il cliente in maniera non invadente, basate
sullo scambio di informazioni personali e opportunità
commerciali.
Nella profilazione di un cliente, all’interno del permission
marketing, dovreste seguire le seguenti fasi:
-
offrire ai
clienti un incentivo per ascoltare la nostra proposta
(informazioni, sconti, intrattenimento);
-
spiegare i
benefici delle nostre soluzioni (in termini di
prodotti/servizi), sulla base di personali esigenze espresse
dal cliente;
-
offrire ai
clienti incentivi diversi nel corso del tempo;
-
aumentare nel
tempo il livello di ‘permesso’, ovvero chiedere via via
maggiori informazioni (accrescere il profilo del consumatore);
-
utilizzare le informazioni sul
consumatore per cambiare gradatamente il suo comportamento
ed atteggiamento di acquisto verso i nostri prodotti/servizi.
E nel
punto vendita, in funzione del database:
-
standardizziamo le
informazioni che desideriamo avere sui clienti;
-
stabiliamo
una scaletta di ‘confidenza’ che intendiamo stabilire con
i clienti;
-
non chiediamo
più di quanto sia utile per gestire una proficua relazione
strategica nel tempo;
-
ricordiamoci di
giustificare sempre il motivo per cui chiediamo una
informazione (scambio informazioni – benefici
commerciali).
La privacy è garantita dalla ‘famosa’ Legge 675/96 che
definisce con precisione le modalità di gestione dei dati
personali e quindi gli obblighi per i titolari del
trattamento.
Di seguito vi proponiamo alcuni stralci:
1. Riservatezza
‘La presente legge garantisce che il trattamento dei dati
personali si svolga nel rispetto dei diritti, delle libertà
fondamentali, nonché della dignità delle persone fisiche, con
particolare riferimento alla riservatezza e all’identità
personale; garantisce altresì i diritti delle persone
giuridiche e di ogni altro ente o associazione’ (art. 1, 1°
comma, L. 675/96).
2. Dato personale
‘Qualunque informazione relativa a persona fisica, ente od
associazione, identificati o identificabili, anche
indirettamente, mediante riferimento a qualsiasi altra
informazione, ivi compreso un numero di identificazione
personale’.
3. Dato sensibile
‘I dati personali idonei a rivelare l'origine razziale ed
etnica, le convinzioni religiose, filosofiche o di altro
genere, le opinioni politiche, l'adesione a partiti,
sindacati, associazioni od organizzazioni a carattere
religioso, filosofico, politico o sindacale, nonché i dati
personali idonei a rivelare lo stato di salute e la vita
sessuale, possono essere oggetto di trattamento solo con il
consenso scritto dell'interessato e previa autorizzazione del
Garante’.
4. Dati inerenti la salute
‘Gli esercenti le professioni sanitarie e gli organismi
sanitari pubblici possono, anche senza l'autorizzazione del
Garante, trattare i dati personali idonei a rivelare lo stato
di salute, limitatamente ai dati e alle operazioni
indispensabili per il perseguimento di finalità di tutela
dell'incolumità fisica e della salute dell'interessato. Se le
medesime finalità riguardano un terzo o la collettività, in
mancanza del consenso dell'interessato, il trattamento può
avvenire previa autorizzazione del Garante’.
5. Il trattamento
‘Il trattamento consta in ‘operazioni, svolte con o senza
ausilio di mezzi elettronici, concernenti la raccolta, la
registrazione, l’organizzazione, la conservazione,
l’elaborazione, la modificazione, la selezione, l’estrazione,
il raffronto, l’utilizzo, l’interconnessione, la diffusione,
la cancellazione e la distruzione dei dati’.
Dalla Legge 675/96 derivano quindi gli obblighi a cui gli
Ottici dovranno sottostare:
- notificare al Garante;
- rispettare le norme per il trattamento;
- gestire un archivio cartaceo con i dati ed il consenso;
- definire precise regole di accesso ai dati, siano essi
cartacei od elettronici;
|