MARKETING & FORMAZIONE

Articolo 11

A cura di Aurelio Bauckneht

Informatizzare l’impresa dell’Ottico

 

11. Internet Communication

Gli strumenti per sbarcare in rete e incrementare le vostre strategie di marketing, la corporate identity e ovviamente il vostro business.

L’informatizzazione dell’impresa dell’Ottico deve prendere in considerazione, oltre a tutte le potenzialità offerte dai gestionali e dai database, le varie opportunità garantite dal Web. Un argomento complesso e vastissimo che questo articolo non vuole certo esaurire fornendo ricette magiche e soluzioni perfette. Tutt’al più qualche piccolo riferimento per orientarsi, qualche traccia puntata verso le storie di successo, funzionali al mercato di un Centro Ottico e a quanti vogliono affrontare questo mondo, magari per la prima volta.

Le opportunità garantite dal Web sono confermate prima di tutto dai numerosi Ottici già in rete e a seguire dai tanti portali impegnati nella promozione della cultura della vista, del business dell’occhialeria e quindi nella vendita on-line dei prodotti. Ma queste opportunità rischiano di svanire, come ogni cosa nel mondo del marketing, se non sono supportate da un’adeguata pianificazione strategica. Per questa ragione proseguiremo con questo articolo cercando di descrivere i vari strumenti delle rete di più facile accesso, puntando non tanto alla progettazione grafica di un sito Web, ma piuttosto alla pianificazione e alla gestione via Web della relazione con il cliente.

Prima di immergersi nel mondo di Internet bisogna prendere coscienza della sua storia. Non sembra ma la rete vanta già cinquant’anni di vita o quasi, ed è il frutto di un progetto militare americano voluto all’epoca della guerra fredda per lo sviluppo di un sistema di comunicazione capace di resistere anche ad una guerra nucleare. Il progetto prese il nome di ARPA e prese corpo negli anni ‘60 con l’obiettivo di creare una rete di computer capaci di comunicare autonomamente a tutti gli altri collegati, anche se un eventuale attacco ne avesse distrutti alcuni o avesse danneggiato una linea di collegamento. Era necessario insomma creare una rete, coordinata in ogni nodo da un computer capace di funzionare in modo autonomo e indipendente.
Nel 1962 partì il progetto ARPANET, e da lì in poi si susseguirono continue innovazioni come l’introduzione del protocollo TCP/IP (1970) o l’architettura dei Gateway (1973). I primi utilizzi civili della rete risalgono ai primi anni ‘80, limitati all’inizio a pochi pioneri, legati a vari progetti di studio universitari. Il meccanismo era però già innescato e anche nell’immaginario collettivo iniziava a diffondersi il mito della rete e del cosiddetto ‘cyberspace’, termine coniato nel 1984 dal grande e visionario scrittore William Gibson. L’Italia entrò in rete nel 1989 ma si trattava ancora di progetti estranei al grande pubblico. Il Web così come lo conosciamo oggi, cioè la rete WWW (World Wide Web) fu sviluppata dal CERN e fu inaugurata ‘solo’ nel 1993. E da lì fu il boom, con tutte le illusioni, gli errori e i successi che ne seguirono. Nei primi anni di vita il tasso di crescita annuale di utenti connessi alla rete aumentava a ritmi esponenziali e prendevano piede le prime sperimentazioni commerciali. Il primo caso di spamming risale al 1994, data emblematica che segna l’inizio della fase speculativa: miliardi e miliardi che hanno alimentato fino al 2000 – 2001 progetti più o meno campati per aria, basati sul sogno della New Economy. Il 2000 segna l’esplosione del sistema; finiti i fondi di start-up tantissime imprese si sono ritrovate schiacciate da debiti e da modelli di business inconsistenti.

Oggi ci ritroviamo in una nuova fase, in un post New Economy che ha saputo cancellare sogni e illusioni, per lasciare spazio a pianificazione, strategie, nuovi modelli di business, casi vincenti da imitare. Investire oggi in rete significa confrontarsi con un contesto competitivo stabile e in lenta crescita, fatto di competitor aggressivi, a volte bravi, a volte bravissimi, che hanno saputo sviluppare efficaci strategie di Web-marketing, basate su quelle classiche leggi del Marketing purtroppo dimenticate nella fase precedente, sotto l’onda dell’emotività. Oggi Internet è infatti pianificazione, razionalità, competizione, in un mercato fatto come tutti gli altri da prodotti, concorrenti e ovviamente clienti, con una tecnologia in continua evoluzione.

Partiamo da una considerazione: i costi di accesso alla rete sono bassi. Un Ottico appassionato di computer è in grado con una preparazione informatica superficiale di creare da solo il proprio sito Web? Certamente sì. Esistono molti strumenti per creare agevolmente siti Internet e alcuni di questi possono essere scaricati gratuitamente; stiamo parlando dei cosiddetti Editor per il Web (nomi come MS Frontpage o Macromedia Dreamweaver probabilmente vi suoneranno familiari) e del linguaggio di programmazione HTML.

Prima di procedere bisogna però prendere coscienza che in un progetto Web, il sito (o meglio, la grafica) non è tutto, anzi. Il cuore del progetto risiede infatti nella strategia che adopererete per perseguire i vostri obiettivi, e soprattutto nei contenuti che andrete a comunicare. Per capirci 30% strategie, 60% contenuti e 10% grafica. Già, nel post New Economy, contano in sostanza i fatti e il Web ritorna ad essere quello che è, un mezzo per raggiungere determinati obiettivi, e non, piuttosto, un fine. Uno strumento per comunicare a relazionarsi con gli altri.

Il Centro Ottico che vorrà investire risorse per comunicare la propria attività via Internet, dovrà pertanto sviluppare un piano strategico basato su tutto ciò che è stato detto nei precedenti articoli: definizione degli obiettivi, analisi del mercato, dei competitor, dei clienti, delle potenazilità del prodotto/servizio…

 

Può darsi ad esempio che il piano marketing reputi del tutto inutile un investimento in rete. Ancora, potrebbe attribuirgli un valore strategico.

Il mondo dell’Ottica propone in rete numerose realtà pienamente operative: siti vetrina, portali verticali b2c, portali b2b, vendita on-line e così via… Quindi fra tutte queste

modalità qual è la scelta più corretta per un Centro Ottico? Impegnarsi nella vendita a distanza via Web per incrementare il fatturato? Limitarsi ad un sito per lo sviluppo di promozioni sul genere ‘scarica questo coupon e ti faccio lo sconto’?

Non possiamo dilungarci nel dettaglio illustrandovi tutte le opportunità di una soluzione rispetto ad un'altra. Sappiate però che è già sbagliato partire in questo modo. Non si tratta infatti di una ‘scelta’ ma bensì di un ragionamento, di una deduzione frutto del vostro piano di marketing. Gli altri approcci sono interessanti, certo, sono creativi, possono essere belli, ma semplicemente non sono marketing, non sono business.

In questo articolo piuttosto preferiamo focalizzare l’attenzione, in relazione ai precedenti, sulle potenzialità offerte dal Web per la personalizzazione della relazione con il cliente. Il Web è infatti un utilissimo mezzo per procedere con la profilazione degli utenti. Tutti noi per poter accedere a determinati servizi abbiamo compilato in rete moduli e questionari dove abbiamo segnato i nostri dati anagrafici e a volte le nostre abitudini. Il discorso è semplice e chiaro: io ti regalo un servizio (l’accesso a Internet gratis, la mia newsletter, uno sconto, la possibilità di vincere un premio…) e tu mi lasci i tuoi dati che tratterò nel pieno rispetto della privacy. Anche dal nostro sito ad esempio (www.cominghealth.com) è possibile iscriversi gratuitamente alla newsletter, attraverso un semplice form dove vi viene chiesto di lasciare i vostri riferimenti.

I dati raccolti attraverso form on-line (moduli) sono inseriti, spesso automaticamente, nei vari database e grazie ad una gestione intelligente dei campi e dei record è possibile procedere con lo sviluppo di interazioni one-to-one. Come abbiamo già visto, più dati riusciremo a scoprire sul cliente, più personalizzata potrà essere la nostra successiva azione di marketing.
Durante la profilazione on-line è comunque importante dare all’utente un benefit, un motivo vero, per iscriversi ai nostri servizi.

Oltre a quelli cui abbiamo accennato sopra, vi segnaliamo delle modalità relativamente nuove che stanno prendendo sempre più piede: i giochi on-line. Si tratta di adv-game (giochi pubblicità) che generalmente permettono ad un utente di partecipare ad un concorso: il vincitore dell’adv-game viene premiato con un prodotto/servizio di varia natura. Per poter vincere l’utente dovrà però connettersi più volte e giocare ripetutamente per poter accumulare il più alto punteggio possibile.
Ovviamente per poter giocare l’utente dovrà lasciare i propri dati, sui quali l’azienda cercherà di costruire una relazione.

Come avrete intuito si cerca di seguire questo approccio logico – relazionale:

  1. sono qua;

  2. eccomi;

  3. voglio parlare con te perciò ti rilascio un benefit per conquistare la tua attenzione;

  4. poi, se è possibile, voglio venderti qualcosa.

E’ questa la strada da seguire anche per eventuali azioni di e-mail marketing. Fornire un benefit in cambio dei dati, instaurare una relazione, comunicare l’offerta commerciale.
L’e-mail marketing è uno strumento di promozione che sta diventando sempre più critico rispetto al classico tele-marketing (via telefono). Più economico, più flessibile, più veloce, più interattivo, se ben gestito può portare notevoli benefici al vostro business.

Il primo passo per sviluppare un’azione di e-mail marketing è pianificare la strategia e l’operatività:

  • obiettivi;

  • strategie per raccogliere i dati;

  • permission marketing e gestione della privacy (cfr articolo 10);

  • costruzione del database;

  • planning temporale (una mail ogni mese…);

  • grafica e immagine coordinata;

  • sviluppo dei contenuti editoriali;

  • sviluppo dell’offerta commerciale;

  • spedizione;

  • analisi della redemption.

Attenzione a due particolari: l’unione dei contenuti editoriali-commerciali e la redemption.
L’e-mail marketing permette di unire in un unico formato, denominato ‘infomercial’, contenuti prettamente editoriali (ad esempio contenuti informativi legati al benessere della vista) e offerte commerciali. Se seguirete questa soluzione, il valore dei contenuti trasmessi dalla mail sarà superiore ed è probabile che incuriosisca di più l’attenzione dell’utente.

La redemption misura il tasso di risposta alla vostra azione di e-mail marketing. Fatto cento il numero di utenti a cui inoltrate la mail, esprime in percentuale il numero di risposte positive alla proposta commerciale. E’ un buon indicatore dell’efficacia della vostra azione e può suggerirvi varie modalità per aggiustare in corsa la strada che avete intrapreso.

Di seguito alcune indicazioni operative su come redigere una mail per una azione di e-mail marketing:

  • rispetta il permission marketing;

  • nella mail dai sempre l’opportunità di cancellare l’iscrizione alla lista;

  • sii efficace nell’oggetto della mail (richiama il benefit e il tuo marchio);

  • pensa a cosa interessa al lettore;

  • non essere troppo orientato alla vendita e cerca di unire contenuti editoriali a quelli commerciali;

  • accento sulle novità;

  • chiaro, veloce e conciso (la gente legge in modo diverso al computer rispetto ad un libro o un quotidiano);

  • utilizza termini emozionali;

  • scrivi in accordo con gli obiettivi di marketing prefissati;

  • sii pertinente e non divagare mai oltre i contenuti prefissati.

Solo un’adeguata pianificazione dell’azione e una buona organizzazione del messaggio farà in modo che l’e-mail non venga percepita dall’utente come spamming (ovvero come posta comunque non richiesta) bensì come un utile servizio capace di soddisfare alcuni suoi bisogni.

Per finire, alcuni dati statistici piuttosto eloquenti sul valore dello spamming:

  • 61% cancella senza leggere

  • 19% chiede di essere rimossi

  • 11% legge il messaggio

  • 5% agisce contro lo spammer

Quando le cose vanno bene solo uno su dieci legge il vostro messaggio.