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La gestione delle relazioni con il consumatore è certamente
una delle sfide più importanti per l’impresa dell’Ottico. Se
siete alla ricerca di un mattone fondativo da cui partire per
sviluppare il vostro successo professionale, iniziate da qui.
Nella quotidianità del vostro Centro Ottico la più valida
forma di comunicazione che svilupperete sarà quella face to
face con ogni cliente che entrerà nel punto vendita. E’ in
quel primo scambio di parole che vi giocherete immagine,
professionalità, stima, fiducia. Il marketing, la
comunicazione d’impresa arriveranno dopo.
Un concetto basilare che coinvolge anche il B2B. Provate a
chiedervi qual è il più importante strumento di marketing e
comunicazione che la grandi aziende utilizzano per arrivare a
voi e quindi agli ‘scaffali’ del vostro punto vendita? I
commerciali, gli agenti, i rappresentanti. Già, non spot, non
manifesti, non promozioni, ma più semplicemente delle persone.
Rapporti tra persone. E’ questa la chiave di tutto. E
l’interazione tra voi e i clienti si baserà su valori analoghi
a quelli che utilizziamo nella vita privata: su tutti, la
fiducia. Non stiamo parlando della spersonalizzazione del
grande centro commerciale, ma di soddisfazione di bisogni
importanti legati alla sfera della salute e del benessere.
Venderete prodotti che staranno a stretto contatto con
l’epidermide, con il corpo e questa è una dimensione che non
può mai essere violata senza l’accordo del soggetto. Ma non
c’è accordo se non c’è fiducia. Questa è una regola generale
che non discutiamo nemmeno.
Ma come costruirla? Come possiamo trasmettere al meglio tutta
la nostra professionalità per guadagnare la fiducia del
consumatore? Sviluppando la relazione che andremo a creare con
lui, in maniera organica e strategica. Semplice!
Diamo per scontata la qualità dei nostri prodotti,
l’architettura della nostra offerta commerciale e tutto ciò di
cui abbiamo già parlato negli articoli precedenti. Ma oltre?
Oltre, riprendiamo la logica della soddisfazione dei bisogni e
accettiamo il fatto che ogni cliente ha e avrà sempre
necessità particolari che andranno oltre i prodotti
standardizzati che arriveranno dalle aziende. In questo
contesto voi non rimarrete più un Ottico commerciante ma
assumerete contemporaneamente i panni di un consulente, capace
di identificare la migliore soluzione per i problemi del
cliente.
Ma tutto questo implica che vi troverete a trattare clienti
diversi in maniera diversa perché ogni singolo consumatore vi
presenterà esigenze specifiche. E’ evidente che da qui segue
un grado di complessità notevole e che la chiave per garantire
la massima soddisfazione a tutti, risiede in una gestione
integrata di questa varietà.
Per questa ragione abbiamo parlato di relazione strategica col
consumatore; sviluppare quindi una strategia, un sistema, per
organizzare al meglio questo flusso di esigenze. Di seguito
alcuni suggerimenti operativi finalizzati alla gestione di
questa relazione.
Prima di tutto suggeriamo di stimolare l’attiva partecipazione
dei clienti alla sviluppo dei prodotti, dei servizi e in
generale della vostra offerta commerciale. Parlate con loro,
intervistateli, scoprite di cosa hanno bisogno e in base a
queste risposte customizzate / personalizzate velocemente la
soluzione che andrete a proporre.
Questo approccio consultativo richiede una nuova impronta
culturale e deve tradursi in pratica proprio sul front-line.
Siete in grado di trasmettere questa visione commerciale e di
costruire nel vostro punto vendita una task-force che rompa le
regole applicate alla maggior parte dei consumatori?
Se seguirete questa strada, alla fine del processo il vostro
consumatore si trasformerà nel cosiddetto prosumer, un
neologismo che sintetizza la doppia natura del cliente che vi
suggerirà cosa e come produrre (diverrà quindi una sorta di
pro-duttore), e del con-sumer (consumatore).
I benefici di cassa a lungo termine saranno certamente
rilevanti perché ottimizzerete la vostra offerta commerciale e
perché in questo processo di relazione che mira al
coinvolgimento del cliente, guadagnerete fiducia e
apprezzamento. La conseguenza è l’incremento del valore medio
della tua base di consumer.
Ma che cosa significa customizzare (personalizzare)?
Ovviamente non possiamo produrre ogni singolo pezzo in maniera
differente come se fossimo una impresa artigianale. La
personalizzazione del prodotto non può mettere in discussione
i sistemi di produzione industriale.
La soluzione a questa empasse consiste nel pre-produrre uno
standard su cui inserire centinaia di varianti capaci di
soddisfare i vari bisogni del consumatore. Proviamo ad
immaginare una pizzeria o ad una spaghetteria; il prodotto
base, la pasta della pizza o gli spaghetti occupano il 90% del
prodotto. La varietà sarà data semplicemente dai sughi e dai
condimenti e così facendo, possiamo arrivare ad offrire un
centinaio di primi diversi senza grossi sforzi.
Queste modalità ovviamente non possono essere applicate a
tutte le categorie merceologiche e probabilmente poco si
prestano alla prassi del vostro Centro Ottico. Allora che
fare? Esiste anche un’altra strada che sviluppa la prima e
allarga il panorama di azione. Per seguirla però dobbiamo
smetterla di considerare il prodotto fine a se stesso e
limitato a ciò che è dentro la confezione.
Valutate la possibilità di inserire il prodotto in una
soluzione integrata personalizzata capace di unire nuovi
servizi per soddisfare appieno tutte le esigenze. Insomma date
al consumatore quel valore aggiunto di cui è alla ricerca,
consciamente o inconsciamente.
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L’acquisto dell’occhiale da vista ad esempio si
inserisce in un processo che parte dalla percezione del
difetto visivo, continua con la prescrizione
dall’Oculista, si concretizza con l’acquisto degli
strumenti più adeguati alle cure delle patologie con la
consulenza dell’Ottico e si esaurisce nella vita
quotidiana con la performance del valore d’uso, della
qualità dell’oggetto acquistato. Allora perché non
creare un pacchetto integrato per il cliente capace di
accompagnare e semplificare questo processo? Perché non
abbinare alla vendita dell’occhiale prodotti editoriali
che spieghino in dettaglio la patologia, servizi come
l’assicurazione o ancora un test gratuito
dell’efficienza visiva un anno dopo l’acquisto (che
ricorderete voi grazie al database acquisti, attraverso
una azione di mailing)?
Per finire non dimenticate che voi stessi siete dei
consumatori, che ogni giorno anche voi entrate in
svariati punti vendita e che quindi siete soggetti a
necessità analoghe a quelle dei vostri clienti.
Integrate pertanto le informazioni che otterrete dai
consumatori, o meglio dai prosumer, con una riflessione
personale sul processo d’acquisto. |

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