Sono quasi 100 milioni in tutto il mondo i portatori di lenti a contatto di cui 20 milioni in Europa, contro i 36 milioni degli Stati Uniti e i 24 dell’Asia, di cui ben 14 solo in Giappone. Questa pur grossa cifra costituisce, però, solo il 4-5% dei portatori di lenti correttive della vista.
Si stima, secondo uno studio di quattro ricercatori australiani, che il numero sia di portatori di occhiali sia di portatori di lenti a contatto, subirà un incremento esponenziale nei prossimi 10-15 anni in funzione di tre fattori di influenza: innovazioni nel prodotto (in particolare per le lenti a contatto), il crescente numero di miopi e presbiti (oltre 5,3 miliardi di persone entro il 2020, praticamente il 60 per cento della popolazione mondiale, e la domanda dei mercati emergenti quali Cina e India, ben sopra i 2 miliardi e mezzo di abitanti, inclusi almeno 800 milioni di miopi e 500 milioni di presbiti nel complesso).
Di fronte a questa crescente massa di potenziali utilizzatori di lenti a contatto, i produttori con i loro laboratori di ricerca, e con alle spalle gli ottimi risultati già raggiunti in fatto di tollerabilità con le lenti in silicone idrogel di seconda generazione, stanno cercando di perfezionare sempre di più lenti.
La seconda generazione di lenti in silicone idrogel, da poco sul mercato, tende soprattutto a ridurre al massimo i rischi di infezioni e di cheratiti batteriche (comunque già oggi estremamente limitate). L’obiettivo massimo restano lenti che possano fornire il maggiore comfort: il che vuol dire lenti disegnate nel miglior modo possibile, ad alto Dk, materiali più appropriati sia dal punto di vista meccanico che fisico con una straordinaria biocompatibilità.
E’ una sfida per cui saranno necessari continui progressi nel desig e nelle caratteristiche dei materiali ma soprattutto nella umidificazione e nell’interazione selettiva tra lacrime e superficie dell’occhio.