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SCOTTANTE LETTERA DI UN LETTORE  
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Mi sono iscritto nell'anno 1997 all'A.I.O.C. e forse, come accade in quasi tutte le iscrizione, con estrema superficialità e leggerezza non leggendo quindi attentamente tutte le voci del "contratto" che si andava a sottoscrivere!?!

Credevo comunque che in verità l'Associazione si occupasse della "tutela e del potenziamento dell'intera attività di contattologia ed optometria" per cui decisi di "investire" la modica cifra di £. 350.000 (allora si pagava ancora con la rimpianta Lira Italiana!)

Poi, a parte il materiale d'ufficio menzionato nella precedente mail (tesserina, spilletta e diploma) ho solo ricevuto qualche numero (mi riferisco al lontano 1997) della cosidetta "rivista dell'accademia", una misera pubblicazione che anche tu avrai avuto modo di apprezzare!!!

Poi nessun tipo di contatto negli anni futuri, e sottolineo nessuno... nemmeno una richiesta di pagamento per la quota associativa annuale che avrei avuto si il dovere di pagare, ma anche il sacrosanto diritto di un gentile riscontro di scadenza!!! (che abbiano fatto apposta a non ricordarmelo ?... mah!!!)

Io sono Presidente di una modesta Associazione Commercianti locale, e, nel mio piccolo, come tutti i PRESIDENTI ONESTI, quando un associato non paga la quota annuale, viene subito informato dell'avvenuta scadenza per chiarire (senza attendere 7 anni!!!) se vuole rinnovare l'adesione oppure se preferisce "DIMMETERSI" dall'Associazione stessa.

In questo caso (ma mi risultano essercene stati veramente tanti in tutta Italia), invece, un assenza totale negli anni interrotta improvvisamente nel febbraio 2005 dalla richiesta del pagamento delle quote associative arretrate + "spese legali" per la già ragguardevole cifra di 1.156.89 Euro.

Per prudenza ho interpellato, o meglio, ho dovuto interpellare, il mio legale personale il quale ha proposto ai fini conciliativi all'avvocato della simpatica e furba Associazione Italiana Optometristi Contattologi il pagamento delle ultime cinque annualità in quanto, come previsto dall'art. 2948, le prime due erano addirittura cadute in prescrizione.

La proposta non è stata accettata e per fare regolare ricorso bisognava a questo punto ricorrere ad un avvocato iscritto alla circosrizione competente (Firenze) andando così incontro ad una spesa legale di certo superiore rispetto al valore delle quote, nel frattempo caduta in prescrizione, per le quali si richiedeva lo storno.

In conclusione l'A.I.O.C o chi per loro, in data 13/12/2005 notificava al sottoscritto (vedi allegato) un atto DI PRECETTO per il pagamento della somma di 2.422,73 Euro per le quote di cui sopra (comprese quelle in prescrizione) più le varie e numerose spese nel frattempo maturate (onorari, notifiche, consultazioni, rimborsi forfettari, etc.).

Bene, questo è il prezzo che ho pagato per essere socio dell'Accademia che dal 1968 rappresenta un punto di riferimento nel campo dell'optometria!!!; nel frattempo ho spedito regolari dimissioni dalla stessa allegando alla richiesta (come da statuto ... e che statuto!) "tutto" il prezioso materiale fornitomi durante l'iscrizione.

Poi, come magra ma efficace (almeno spero) consolazione ho scritto ed inviato l'e-mail dal titolo "Super Offerta AIOC"; il tono è inevitabilmente scherzoso ma credo che la verità vada interpretata nella sua totale importanza; la speranza è quella di suscitare consistenti disdette da parte di soci insoddisfatti e in sostanza di trillare un acuto campanello d'allarme a chi avesse avuto nel frattempo la malsana idea far parte della "impura famiglia AIOC".

Io, nel mio piccolo, oltre al  fenomenale sistema informatico che mi ha consentito di trasmettere questo messaggio a quasi mille indirizzi, non mi stancherò mai con i modesti mezzi a mia disposizione di divulgare ancora  e in tutte le occasioni possibili l'infame comportamento di questa Associazione; credo che il dovere di un "buon" ottico sia anche questo.

Gabriele Ursini

 

Il testo è integrale, OPTOSTAFF pubblicherà ogni eventuale replica dell' AIOC qualora ci pervenisse, non intendiamo schierarci, ma ciò che ci spinge a pubblicare il suddetto materiale è il dovere di informare la collettività dei professionisti del settore.

Massimiliano Signore