DA SETTEMBRE 2007 A FEBBRAIO 2008, CINQUECENTO CORSISTI PER “THE VISION CARE INSTITUTE™ “: 6 MESI INTENSI DI ATTIVITA’ CHE LASCIANO BEN SPERARE DI DOPPIARE IL TRAGUARDO PREFISSATO
Milano – maggio 2008 A febbraio il THE VISION CARE INSTITUTE™ ha festeggiato il cinquecentesimo corsista; oggi gli ottici e gli optometristi che hanno partecipato ai corsi organizzati dal Centro di Formazione della Johnson&Johnson Medical Holding nella nuovissima sede di corso Europa 13 a Milano, sono molti di più e diverse centinaia sono le richieste ad oggi pervenute al Centro.
I partecipanti, provenienti sia da tutta Italia, sia da Israele, Francia, Spagna e anche Gran Bretagna, sono arrivati a Milano, in quello che è il secondo polo THE VISION CARE INSTITUTE™ in Europa dopo Praga, e il nono nel mondo. I corsisti per due giorni hanno seguito gli incontri con insegnanti e relatori loro connazionali, il che ha reso il confronto e il dibattito estremamente aperti e senza barriere linguistiche.
Due gli argomenti dei corsi: uno prettamente tecnico con l’utilizzo dei laboratori e delle attrezzature all’avanguardia dell’Istituto; il secondo, dato che si parla prevalentemente di contattologia, dedicato alla comunicazione e al modo di confrontarsi con il portatore, alla ricerca del miglior linguaggio da utilizzare per comprenderne le esigenze, per superare i suoi timori nei confronti delle lenti a contatto.
Edoardo Marani, ottico optometrista specializzato in Formazione, è uno dei relatori nei corsi dedicati agli addetti ai lavori italiani. Gli abbiamo chiesto le sue impressioni di docente e anche le sue considerazioni sul lavoro svolto.
“Ho avuto a che fare con colleghi che hanno terminato l’iter didattico-formativo e che sono già inseriti in un contesto lavorativo. Con loro ho cercato soprattutto di interagire per avere scambi di opinione, per comprendere le loro realtà individuali, le loro problematiche nel quotidiano; l’approccio al corso prevede infatti non solo l’esposizione dell’argomento da parte del relatore, ma consente ai partecipanti di sollevare e descrivere le problematiche incontrate durante lo svolgimento della professione, condividerle con i colleghi, discuterle e trovare la risposta e una soluzione.
Sono stati confronti molto stimolanti. Non abbiamo ovviamente toccato argomenti riguardanti le patologie in quanto di competenza dei medici oculisti, ma abbiamo toccato sia argomenti tecnici sia, con molta attenzione, gli aspetti legati alla comunicazione, un argomento che non viene frequentemente affrontato. Sono stati così evidenziati, discussi ed eseguiti mediante Role Play gli elementi critici relativi alle più efficaci modalità di approccio comunicativo con il portatore di lenti a contatto”.
Gli “allievi” quindi hanno risposto positivamente?
“C’è stato un grandissimo interesse, gli argomenti sono stati affrontati con grande spirito costruttivo in un’ottica di condivisione delle reciproche esperienze. Abbiamo cercato di svolgere un percorso comune senza calare le informazioni dall’alto, superando le piccole difficoltà condividendole insieme. Per tutti è stato un modo per mettersi in discussione, per migliorarsi, e per apportare variazioni e modifiche al proprio comportamento. In fondo, per crescere ”.
“Le esercitazioni pratiche successive alla trattazione di ciascun argomento teorico hanno completato il percorso: I partecipanti divisi in piccoli gruppi hanno avuto la possibilità di utilizzare gli strumenti tecnologici più avanzati presenti in ciascuno dei 6 laboratori. “
Nicoletta Carelli, ottico optometrista con studio a Milano in Piazzale Cadorna, è il cinquecentesimo partecipante ai corsi del THE VISION CARE INSTITUTE™ di Corso Europa dall’inizio dell’attività dell’importante Centro realizzato dalla Johnson&Johnson Medical Holding.
Ed è proprio a lei, simbolo di un primo lusinghiero traguardo dell’Istituto, a cui abbiamo voluto chiedere quali sono le impressioni di un corsista del THE VISION CARE INSTITUTE™.
Camice bianco, appena uscita dall’incontro con un cliente del suo studio, Nicoletta Carelli, figlia d’arte, da quindici anni in prima linea nel settore della contattologia, ha subito voluto sottolineare una cosa, la bellezza della struttura, facendo un simpatico parallelo con la sua esperienza di studentessa.
“E’ una struttura bellissima, con tutte quelle lampade a fessura, con tutte quelle telecamere… L’ho paragonato all’ambiente scolastico, dove avevamo solo una lampada a fessura e ci dovevamo in qualche modo arrabattare. Lì è stato tutto molto semplice, potevamo seguire e approfondire, fare pratica senza affanni. Una cosa interessantissima dal punto di vista didattico e quindi dal punto di vista tecnico, anche per chi, come me, credo conosca l’occhio in ogni suo aspetto, in ogni suo particolare”.
Dal “modulo tecnico” a quello della “comunicazione” (è su queste due direttrici che si muovono i corsi del THE VISION CARE INSTITUTE™), nella conversazione con Nicoletta Carelli il passo è stato breve.
“L’aspetto della comunicazione è stato altrettanto interessante” ci racconta. “Spesso ognuno di noi si focalizza sul proprio quotidiano, mentre all’Istituto abbiamo avuto l’opportunità di un ampio scambio d’ idee, di confronto. E’ stata un’occasione per aprirsi a situazioni e realtà diverse, per confrontarci, tra addetti ai lavori, sull’approccio che ognuno ha con la propria realtà. Il fatto di essere un piccolo gruppo favorisce questo scambio, questo dibattito. Anche i relatori, che ho trovato molto preparati e che hanno saputo anche essere divertenti, hanno un po’ lasciato da parte la teoria e la filosofia della comunicazione per lavorare molto di più sul pratico. Hanno così creato gruppi ristretti per la simulazione degli atteggiamenti del carattere delle persone, per scoprirne i diversi aspetti caratteriali, l’emozionale, il pragmatico, eccetera, ci hanno fatto domande, ci hanno fatto raccontare storie. Alla fine ognuno di noi ha dovuto praticamente organizzare una festa ed è stato in questo contesto che si sono create le situazioni da cui venivano fuori gli aspetti del carattere delle persone: un modo pratico e divertente per farci riflettere anche sul come ascoltare il cliente. E quindi da questo ascolto, trarre beneficio per comunicare con lui con il suo linguaggio, con le sue parole”.
Oggi nella sua pratica quanto si ascolta un cliente?
“Io sicuramente molto perché operando solo con le lenti a contatto ho da sempre una apertura all’ascolto del portatore, può capitare infatti di fare più chiacchiere (chiacchiere tra virgolette, ci tiene a sottolineare con un gesto Nicoletta Carelli, ndr) che non guardare all’aspetto tecnico puro e semplice.”
Ha avuto modo di applicare al suo lavoro qualcosa di quanto ha appreso durante il corso?
“Di certo qualcosa nel campo della comunicazione con il paziente, il modo di far domande ai clienti. Devo dire, a onor del vero, che durante i corsi non si è mai parlato di prodotti o di marchi, i relatori sono stati “asettici”. .
Tecnicamente il corso era dedicato a qualche aspetto particolare?
“Sì, sotto il profilo tecnico abbiamo parlato dell’astigmatismo e della sua correzione, ma in effetti si è poi fatta molta più pratica nelle sale con la strumentazione a disposizione, ripassando come utilizzare al meglio la lampada a fessura sui “pazienti” di turno (i nostri colleghi). Inoltre attraverso le domande di un questionario, quasi in un gioco, si è dato ancora spazio al modo di comunicare col paziente e di comprenderne le caratteristiche, le esigenze, lo stile di vita. Una specie di anamnesi che si è conclusa in un vero e proprio disastro per tutti. Il che ci è servito soprattutto per capire come le domande non devono essere fatte”.
Che ne pensa della Sala del Futuro, fiore all’occhiello di THE VISION CARE INSTITUTE™?
“Anche se visitata per poco è stato fantastico vedere un microscopio endoteliale; sarebbe molto interessante poterlo usare anche nella pratica di tutti i giorni”.
Alla fine si è sentita una studentessa o una professionista?
“Una professionista… perché è stato un dibattito alla pari, non bisognava prendere appunti, c’era apertura, si discuteva, ci si confrontava… Magari si potessero organizzare degli ECM così, sarebbe davvero ancora più bello, e tutti li faremmo certamente più volentieri”.
FONTE: VOXIDEE